"Osiride è la mia rinascita musicale e personale": intervista a Nashley

Lo scorso 4 marzo è stato pubblicato "Osiride"(Ventidiciotto, under exclusive license to Believe Artist Services), il nuovo album del rapper Nashley, che segna una vera e propria fase di cambiamento e di maturità per la sua carriera artistica. Amore, invidia, vocazione e rinascita: così come fu per Osiride, divinità egizia degli inferi considerato il primo re civilizzatore del mondo, che secondo il mito venne ucciso da suo fratello Seth, dio della guerra, invidioso della sua fortuna. Venne poi riportato in vita dalla sposa Iside. Morte, amore e rinascita. E' con questa metafora di contrapposizione tra il caos di Seth e l'ordine cosmico di Osiride, che Nashley già dal titolo del disco vuole segnare un momento di distacco e di rinascita dai suoi precedenti lavori, portando con sè anche una gran dose di maturità artistica che si evince in tutte le tredici tracce, alla ricerca di nuove sensazioni e nuovi stimoli. Un album che si sviluppa tra amicizie storiche e nuove collaborazioni, da Fasma e Irbis 37 ad Anna Tatangelo, Jake la Furia e Tancredi.

"Ho smesso di fare quello che pensavo le persone si aspettassero da me e ho iniziato a mischiare le carte, dando vita a un flusso creativo che seguisse prima di tutto il mio istinto" come ci ha raccontato nell'intervista.


Ciao Nashley, benvenuto su Indievision. A marzo è uscito “Osiride”, il tuo nuovo album. Che sensazione hai provato il giorno dell’uscita?

E’ stato un mix di emozioni, ero parecchio stanco perché ero in promozione e provavo tanta curiosità su come potesse andare il disco.


Il progetto è stato anticipato da due capitoli intitolati “Iside” e “Seth”, composti entrambi da due brani. Da dove deriva la scelta di presentare l'album con questi due singoli?

In realtà non c’è una scelta ben precisa, stavamo ancora completando l’album e quelle tracce erano già definitive. Abbiamo cercato in entrambi gli EP di mescolare una traccia estremamente pop con una che si avvicinasse più al mio stile.


A proposito del nome del disco, Osiride era una divinità egizia che tornò in vita dopo che il fratello Seth lo uccise affogandolo nel Nilo. Con quest’album ti senti rinato e cambiato? E rispetto ai progetti precedenti cosa cambia nella scrittura?

Il titolo nasce proprio per questo motivo, è una rinascita musicale oltre che personale. Infatti rispetto a prima affronto argomenti diversi: tocco i sentimenti, le emozioni, la solitudine, la tristezza e così via e ne parlo con una certa maturità, che prima magari non c’era.


Diversi producer hanno lavorato al disco, ma hai collaborato soprattutto con Movimento. Con lui sappiamo che c’è un rapporto di vecchia data, da dove nasce la vostra amicizia?

Movimento è un ragazzo di Vicenza, mi ha scritto inizialmente lui su Instagram e sono andato da lui in studio dopo poco, abbiamo legato moltissimo col tempo.


Tutte le collaborazioni trovano un loro preciso equilibrio nel disco, riuscendo tra l’altro ad inserire artisti della nuova generazione (Fasma, IRBIS37 e Tancredi) ed artisti che hanno una certa esperienza alle spalle (come Anna Tatangelo e Jake La Furia). Come nascono questi featuring?

Fasma e Tancredi sono due persone che conosco da anni quindi è stato molto semplice trovarci, tra l’altro era da tempo che volevo fare qualcosa con loro. IRBIS è uno degli artisti preferiti di Movimento, è veramente forte e molto alternativo. Mentre Anna e Jake sono due featuring nati grazie a conoscenze in comune: Anna è molto amica del producer del pezzo, Giordano Colombo, e si è rivelata un’ottima persona e artista. Invece Jake mi è stato proposto dai 2nd Roof ed è un rapper pazzesco.


Se tornassi indietro di qualche anno fa cosa direbbe il Nashley di “Real” al Nashley di “Osiride”?

Direbbe di ascoltare la propria testa e non ascoltare gli altri ed è stato un cambiamento che ho attuato negli ultimi anni. Ho smesso di sentire i pareri giusti o sbagliati delle altre persone, nonostante non sia stato un processo facile.


Come mai in “Osiride” non è presente “Soli assieme”, singolo uscito lo scorso anno dopo “Giovani e tristi”?

Bella domanda! Ce lo siamo chiesti tante volte anche noi, la risposta è che sarebbe stata fuori luogo rispetto al mood del disco. Ci sono troppi suoni e testi diversi rispetto a quel sound lì.


Ringraziandoti per la chiacchierata, volevo chiederti se i nostri lettori possono sperare in un tour estivo.

Avevamo delle date a maggio ma sono state rinviate per motivi tecnici, spero comunque di riuscire a portare presto la mia musica live. E’ stato un piacere, grazie a voi!