• Enrica Barbieri

ll concerto a fumetti di Alessandro Baronciani: gli attacchi di panico e la delicatezza dell'arte

Quando tutto diventò blu”, la graphic novel cult di Alessandro Baronciani, diventa un concerto a fumetti, uno spettacolo inedito con disegni e musica live creato dallo stesso Baronciani insieme a Corrado Nuccini, dei Giardini di Mirò. Accompagnato da artiste diverse sul palco, Alessandro racconta la storia di Chiara e dei suoi attacchi di panico.

Ieri, martedì 15 settembre, siamo stati al Ride di Milano, proprio in occasione di questo spettacolo dove accompagnavano Alessandro sul palco, Her Skin, Ilariuni dei Gomma, Daniele Rossi al violoncello e come ospiti speciali Any Other e Maria Antonietta.


"Grazie perché siete qui a vedere uno spettacolo che parla di attacchi di panico ed è strano è bellissimo vedere tutta questa gente." Con questa parole Alessandro Baronciani accoglie il pubblico. Fa capire subito il tema del suo testo, il tema della serata, dove i suoi disegni si fonderanno insieme a delle cover e a delle canzoni azzeccate, preziose, che renderanno questo spettacolo a fumetti incredibile e toccante.

Quando tutto diventò blu è un libro che è stato pubblicato nel 2008 per Black Velvet, e che quest'anno è stato ripubblicato per Bao Publishing. La grapich novel è stata pubblicata programmaticamente nel blue monday (20 gennaio), il giorno più triste dell'anno: è un libro che racconta una storia di paura, ma anche di coraggio e di avventura.


Baronciani all'inizio della serata racconta quelli che sono stati i suoi modelli per la sua generazione, ossia i manga, i cartoni animati che gli hanno permesso anche di esplorare dei mondi lontani. Ma ad un certo punto accade qualche cosa, manca qualcosa da esplorare. In sottofondo si sente un telefono squillare, e così prende avvio il viaggi che ha permesso ad Alessandro più di dieci anni fa di parlare di qualcosa di così profondo, profondo come il mare.

La storia di Chiara, che però è anche quella di tutti noi, inizia proprio in questo luogo.

Invece, gli attacchi di panico arrivano dopo, inaspettatamente, nel treno per Bologna verso casa. Baronciani ci racconta questa cosa senza troppi giri di parole, utilizzando parole semplici, come allo stesso modo Ilariuni sale sul palco per interpretare la canzone She's lost control dei Joy Division.

Così si alternano sul palco, Her Skin che con la sua dolcezza regala delle cover pazzesche, e Ilaria, artiste fisse in tutto il tour di questo concerto a fumetti.

Il passo successivo per la protagonista della storia Chiara avviene quando capisce di stare male e cerca di pensare di aver qualcos'altro, come il mal di testa, cerca di pensare a qualsiasi altra cosa al di fuori degli attacchi di panico. Così poi arriva il momento in cui il dottore inizia a prescriverle delle pasticche e degli esami da fare e tra questi c'è l'holter test.

Con in sottofondo i battiti del cuore, l'immagine di un ecocardiogramma diventa il disegno di una città, una città forse che ha permesso a Chiara di perdersi.

Tra ansiolitici, medicine per dormire, il panico cerca di farlo passare il prima possibile.

Per questa parte di concerto, dedicata alle medicine, sale sul palco Her Skin facendo ascoltare al pubblico tre suoi brani, due inediti (dei quali personalmente mi sono già innamorata al primo ascolto) Older e Confident e poi Eyes and Ice.

Alessando Baronciani ci racconta poi che Chiara inizia con il tempo a far sempre meno cose, preferendo lo stare in casa, il dormire all'uscire e vedere della gente.

Ma avviene l'incontro con una ragazza, che era il suo esatto opposto, che pensava alla malattia come un modo per cercare attenzione dagli altri. Così, troviamo un altro modo per prendere coscienza, per affrontare gli attacchi di panico, ossia provando a relazionarsi con un'altra persona.

Così sale sul palco Any Other, che ci incanta con i suoi pezzi come Walkthrought ed altri due brani inediti.

Ascoltandola cantare e cercando di cogliere tutte le parole, mi sono resa conto di quanto in quel momento non potesse esserci un altro modo per raccontare questa storia così importante. Alessandro nel mentre disegna occhi, volti, sguardi di ragazze che potrebbero essere Chiara, ma anche le artiste sul palco e le persone tra il pubblico che a fine di ogni breve performance applaudono. Ci sono anche persone che si emozionano, perché una storia così, delle canzoni come queste possono arrivare a farci riflettere anche sul nostro stato emotivo, a metterci in qualche modo a nudo.

Così poi lentamente, l'ambientazione ritorna al mare e alla descrizione del suo orizzonte, così lontano. Può essere un aspetto negativo, di qualcosa di irrangiungibile ma rappresenta anche un elemento positivo che fa star bene, potendo osservare l’orizzonte anche quando il mare è mosso, ci fa sentire che la fine è più in là.

Alessandro Baronciani racconta che questo è un libro nel quale le persone si immedesimano, come i suoi amici, che solo dopo aver letto il suo lavoro gli hanno confidato di aver sofferto di attacchi di panico.

Come ultima ospite sale sul palco con tutta la sua grazie ed eleganza Maria Antonietta, che sceglie di eseguire come brani Sassi, Saliva e Questa è la mia festa. Brani storici che ci riportano indietro nel tempo, al racconto di medicine prese per farsi passare il mal di testa, alle sbronze, alle giornate negative dove si ha voglia solo di rimanere a letto.


Non mi lascia respirare, non mi può far male: con queste parole cantate da Ilaria, si chiude un cerchio, finisce la storia di Chiara che ritorna in mare, ma questa volta l'elemento natura non la opprime più, le permette di sentirsi libera, leggera come se stesse volando a mezz'aria.


Questo spettacolo ha visto la fusione di diverse componenti artistiche, quali la musica e il disegno che si sono intrecciate per raccontare una storia che difficilmente si può dimenticare. Una storia che è stata raccontata con le giuste parole, pensando le emozioni della protagonista, descrivendo le sue paure - grazie anche alle canzoni - e la sua consapevolezza e ricerca di una pace crescente. Uno spettacolo che ha visto sul palco artisti perfetti per la situazione, che hanno saputo raccontare la loro storia, la loro persona e non avrei potuto immaginare uno spettacolo migliore di questo.


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