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Lizzy Farrall con "Bruise" è una nuova reginetta POP

di Nicola Lorusso


"I’m torn between wanting to be on my own and not liking the feeling of feeling alone"

In un ambiente ormai così bistrattato e saturo come quello POP internazionale, sfruttato a tal punto da pensare che non abbia più frecce da scoccare nel suo arco, stupisce scoprire di tanto in tanto che resistono proficui esempi di sperimentazione ben riuscita. “Bruise”, il nuovo album di Lizzy Farrall, disponibile da oggi sulle principali piattaforme di streaming, è una di quelle poche frecce ancora rimaste e scoccate sonoramente.



Sono tanti i motivi che mi portano a pensarlo. In primo luogo, perché sebbene l’anima pop non si nasconda mai durante i 10 brani del suo ultimo lavoro, spesso essa si fonde con sprazzi di sonorità Alternative ed elementi Grunge che conferiscono al prodotto finale un tocco innovativo insperato.


Ciò che Lizzy racconta nei suoi brani sono cronache di un adolescente incompresa in un mondo di convenzioni sociali che le stanno strette e di relazioni insignificanti. Nulla di nuovo all’orizzonte su questo fronte, ma è il modo così prorompente a renderlo speciale. Ogni brano s’incastra in soluzioni sonore uniche a loro modo, senza che una traccia ce ne ricordi un’altra. Potremmo anche dire che a scriverle siano state 10 persone diverse, io ci crederei.


Piacevole da ascoltare e scoprire, il mondo musicale di Lizzy riesce a stupire e portare una ventata di aria fresca in una scena musicale in cui probabilmente lei nemmeno pensa di appartenere. Sonorità che a volte ricordano quelle di Taylor Swift, altre volte ci riportano allo stile di LAUREL, altre ancora Soccer Mummy, ma che mantengono sempre un’identità riconoscibile.

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