La svolta di Johara, la ricetta è "Amore e Basilico" - Intervista

“Se rimani da solo rimani statico e fermo”, è la frase di una giovane artista, Johara, che non ha paura di mettersi in gioco, e che sente di dover ancora imparare tanto. Sono le migliori premesse per la giovane milanese, piedi per terra e duro lavoro, come la gavetta che ha iniziato fin dalle superiori, utilizzando la musica per andare in ospedale a portare gioia ai bambini.

Cresciuta diversificando i suoi ascolti tra Pop/R&B americano e musica araba (date le sue origini italo marocchine), Johara prende spunto da tutto il suo vissuto, dando vita a singoli profondi e delicati, come “Non ci sono più”, “Sensi”, “Dimmi cosa c’è”, fino ad arrivare al suo ultimo singolo, “Amore e Basilico”, pubblicato il 4 febbraio 2022. La sua maturazione stilistica e di scrittura in questo singolo è evidente, segna un punto di svolta nel modo di concepire e raccontare il suo vissuto, arrivando all’obiettivo che si era proposta: cercare di trattare l’amore in maniera personale ma non troppo, rendendo più semplice l’immedesimazione da parte dei suoi ascoltatori.

Piedi per terra e duro lavoro, Johara in realtà è la classica “ragazza della porta accanto”, quella capace di cucinare il tuo piatto preferito, che ormai è anche il suo.



Ciao Johara! Come stai? Cominciamo con una domanda per rompere il ghiaccio, come nasce la tua passione per la musica?

Ciao! Vuoi la versione lunga o la versione corta? (ride,ndr). Me l’hanno trasmetta i miei genitori, ma non nel modo classico. Mio padre ascoltava Eminem e Rihanna a manetta in macchina quando ero con lui. E mia madre aveva le cassettine con la musica araba (danza del ventre). Ascoltavo questo. Negli anni purtroppo non ho mai fatto un corso di canto per migliorare la mia voce, non so neanche suonare uno strumento. Anche perché ero sempre concentrata sulla scuola. Ma proprio grazie alla scuola mi sono state offerte tante opportunità per cantare, perché si erano resi conto che qualcosina sapevo fare. Inoltre, durante le superiori utilizzavo la musica per fare volontariato, andavamo in ospedale dai bambini o da persone diversamente abili durante le feste a portare gioia e cantare le canzoni di Natale.


Le tue pubblicazioni sono tutte recenti, ci troviamo durante il periodo pandemia, come l’hai vissuto? È stato stimolante, ti ha aiutato a scrivere, o è stato più difficile?

Sì, a marzo faccio un anno di scrittura. Ho iniziato a scrivere canzoni “serie” proprio con la pandemia, dato che è stato per me un periodo molto brutto. In cui mi sono chiusa in me stessa e ho avuto tanti problemi a livello della psiche. La musica è una di quelle cose che mi ha aiutato a tirarmi su. Perché ad un certo punto mi sono svegliata e ho detto “Johara, datti una mossa”, addirittura mi hanno dovuto obbligare per andare in studio una volta, se non fossi andata probabilmente ora non sarei qua.


Una situazione che è capitata a molte persone durante questo periodo.

Sì, mi sono resa conto che in tanti erano nella mia stessa situazione, in tanti si sono ritrovati con la musica come unica cosa che li tenesse sani durante questo periodo.


Ed è anche bello sapere, facendo un paragone, che ci sono persone che ascoltando i tuoi pezzi, che ci si ritrovano. Un po’ quello che ogni artista cerca di trasmettere. Ho notato che nei tuoi testi prediligi tematiche più profonde, come l’amore. Non hai singoli scanzonati.

Onestamente non sono bravissima a parlare di altri temi. “Non ci sono più” parla del periodo in cui stavo male, però l’ho messo un po’ in secondo piano, comunque l’obiettivo è far ritrovare le persone nei miei testi, perciò, non mi piace andare troppo nello specifico perché faccio musica si per raccontare me stessa, ma anche per far sì che le persone ci si possano ritrovare.


Per la creazione dei tuoi singoli, come per esempio “Non ci sono Più”, “Sensi”, ti sei affidata a Seck e Obi, due producer che ti accompagnano da molto tempo. Come nasce il vostro processo creativo, solitamente loro producono una base e tu provi a cantarci sopra, oppure tu scrivi un testo e loro cercano di creare una base adatta, o magari un altro modo ancora?

Dipende, io sono sempre in studio, loro sono praticamente la mia famiglia, Seck e Obi, ma anche la mia manager, siamo sempre insieme. Un giorno eravamo in studio a lavorare su mix e master, e io ho detto “lo facciamo un freestyle?”, loro hanno fatto un arrangiamento con la chitarra e io ho iniziato a cantare. Inizialmente doveva essere un pezzo corto da mettere su Instagram, invece è uscito su Spotify. “Amore e Basilico” invece nasce al contrario, io solitamente scrivo un testo con già la melodia in testa. Poi la canto a loro, che cercano di capirla e trasformarla in musica.


Con questi due brani “Non ci sono Più” e “Sensi”, hai raggiunto in pochi mesi più di 50.000 ascolti su Spotify, arrivando a partecipare ad X Factor, che esperienza è stata?

È stata un’esperienza costruttiva perché all’inizio non ho preso bene il fatto di essere stata rifiutata, siamo stati in ballo da maggio fino a luglio, abbiamo preparato in totale, per i pre-casting, 15 pezzi in una settimana, che sono tanti. Alla fine, non era l’esperienza che io mi ero prefissata. Infatti, venni contattata da un ragazzo che faceva scouting per X Factor, io l’ho presa sportivamente “Dai, andiamo”, ma quando sono arrivata poi ho pensato “la cosa si fa seria”, inizialmente non volevo prenderla seriamente per non rimanerci male. Poi ci sono rimasta male, ma fa niente, mi ha aiutato per costruire la mia corazza, perché all’inizio ero un po’ ingenuotta. Infatti, X Factor è stato il mio primo live. Ero proprio piccolina, non so se lo rifarei. Dopo questa esperienza ho capito che devo fare le cose piano piano. Avevo pubblicato solo due singoli, forse era troppo presto per me a livello musicale.


Il livello di ascolti è rimasto altrettanto alto con i singoli “Sguardi” e “Dimmi cosa c’è”, mentre il 4 Febbraio è uscito sulle piattaforme digitali “Amore e Basilico”, che a mio parere è una hit. Soprattutto il ritornello è il punto forte, ti entra in testa, penso tu abbia fatto veramente un bel lavoro. Parlami di questo singolo, di come è nato. È come se questo singolo fosse un punto di svolta nella tua carriera. Anche tu hai questa impressione?

Apprezzo molto questo Feedback che mi dai, perché per esempio l’altro giorno ho visto su una pagina che c’era scritto “Amore e Basilico ti piace o no?” e la maggior parte delle risposte era “NO”. Perciò ti ringrazio. Sicuramente questo pezzo è molto diverso da tutto quello che ho fatto in precedenza. Io mi identifico nel Pop/R&b, mi piaceva Rihanna. Però vengo anche dal Punk, dalla musica suonata dalla band. Infatti, i live li faccio tutti con la band. Però ho in serbo robe molto più forti. Ma questo singolo mi ha dato veramente tante soddisfazioni, per esempio, probabilmente a mezzanotte cambierà, ma siamo in copertina in editoriale su Spotify. Parlo al plurale perché il mio risultato ovviamente è il risultato di tutti, senza di loro non ce la farei a fare niente. Quindi sono molto contenta, questo singolo è molto più maturo, soprattutto a livello di scrittura. Spesso mi è capitato, soprattutto con “Sguardi”, di cercare una roba più sofisticata, quando in realtà io sono una persona semplicissima e forse è meglio che stia su cose che mi rappresentano. “Sguardi” è un pezzo profondo per me, a volte non riesco a farlo live. È una storia vera. Io non invento niente nei miei pezzi. Forse però è troppo specifico, profondo, e non mi rappresenta. Io sono un po’, sai, la classica ragazza della porta accanto, che fa casino. So essere seria, però non mi piace! Trovo questo pezzo (Amore e Basilico) molto simpatico, molto fresco. Anche rispetto al titolo, ho voluto cercare qualcosa che attirasse l’attenzione e facesse chiedere alle persone: “Perché questa mette il basilico nel titolo?”.


Sì, è interessante il fatto che tu abbia scritto un testo d’amore, ma cantandolo in maniera leggera, divertente. Mi è piaciuta molto la similitudine che hai fatto tra la pasta al sugo e l’amore: “Secondo me l’Amore è paragonabile ad un piatto di pasta al sugo, poiché non è così complicato come sembra e tutti lo hanno assaporato almeno una volta nella vita: alla fine dei conti, se la salsa è acida basta aggiungere un po' di zucchero. E come ciliegina sulla torta c’è il Basilico a dare colore e brio al tutto.” Mi ha molto incuriosito, proprio a questo proposito vorrei chiederti, Qual è il tuo piatto di pasta preferito?

In realtà ce ne sono due. Io sono una mangiona. La pasta al sugo è il mio punto forte, io faccio la passata da zero. Me la meno un po’. Mentre invece l’altro mio piatto preferito è la pasta con il pesto, ovviamente il pesto fresco.


Invece per quanto riguarda il videoclip di “Amore e Basilico”, mi è rimasta impressa la scena iniziale, in cui tu, vestita da cameriera, stai aspettando qualcuno, nell’attesa vai al Jukebox e scorri le canzoni, si vedono artisti del calibro di Mina, Celentano, ecc. Quali sono i tuoi punti di riferimento, con quali artisti sei cresciuta, da quali artisti prendi ispirazione?

Io ho due filoni di ispirazione. Tutto quello che riguarda Pop e R&b americano. Poi il pop punk, infatti vorrei fare un pezzo pop punk, ma non si può (ride). Una cosa a cui mi ispiro di più per la scrittura, dato che non scrivo più in inglese, è la musica italiana d’autore. Io ascolto tantissimo Luigi Tenco, che forse è il mio preferito. Tra l’altro, quando faccio i live, faccio la sua “Vedrai, vedrai” al pianoforte. Poi c’è Battisti, Gino Paoli. E poi Mahmood mi piace tantissimo. Inoltre, sto riscoprendo il rap anni ’90 tramite Seck (il producer). Ultimamente mi ha fatto ascoltare Neffa, i vecchi Club Dogo, Dargen D’Amico, quella roba lì. Vorrei saper scrivere come Mahmood, ha una bella testa.


Invece per quanto riguarda i tuoi progetti futuri? Stai già pensando ad un album e ad un tour?

Un album no. Stiamo parlando di un EP. Per adesso però, tanti singoli. Data l’esperienza di X Factor, sono dovuta rimanere ferma per aspettare la messa in onda. Però durante quel periodo ho lavorato molto ed ho scritto un sacco di testi che sono rimasti lì. Dovevano uscire altri 4/5 pezzi ma non ce la facciamo con i tempi prima dell’estate. perché ovviamente non sono la persona più estiva da ascoltare (ride). Quindi in estate ci fermeremo e ricominceremo a settembre. E si vedrà per l’EP o l’album. Mentre i live li stiamo già facendo da febbraio. Però adesso sto rompendo un po’ le palle per fare le aperture dei concerti, perché sono quelle in cui fai più gavetta. Voglio imparare tanto. Anche di qualcuno che non è grandissimo, anche perché mi piace conoscere le persone. E ritornando al discorso EP, vorrei farlo perché, va bene pubblicare singolo, ma per me fare qualcosa di concreto vuol dire fare un EP. Sono molto indirizzata verso questa cosa. Poi boh, se poi non si può fare, voglio un po’ espandere i miei orizzonti. Per esempio, vorrei collaborare con tanti artisti. Amo parlare e lavorare con tante persone diverse. Secondo me, è molto bello il fatto di imparare dagli altri. Io ho imparato a parlare dai miei genitori. Ho imparato come vestirmi da internet o come truccarmi da Youtube. E per questo, vorrei continuare ad imparare tanto. Nessuno impara da solo, se rimani da solo rimani statico e fermo.


Chiudiamo l’intervista con un’ultima domanda: un album, o anche solo un singolo che ultimamente stai ascoltando tantissimo?

Aspetta che vado a vedere cosa mi dice il telefono (ride). Singolo, sto in fissa con “Ora e qui” di Yuman. Album invece, l’ultimo che ho ascoltato è “Obe” di Mace. Infatti, ai live faccio anche la cover di “Dal tramonto all’alba”, però in chiave urban/rock. Volevo farla R&B, ma la mia band è pazza e mi ha convinta.