"Per me la missione è durare nel tempo" - Intervista a Cordio

Cordio torna dopo i due capitoli dei suoi "Ritratti post diploma" con il singolo "Mezza mela", brano che anticipa il secondo lavoro discografico dell'artista, in uscita nel 2022.

Il cantautore catanese è stato scoperto dell'artista Ermal Meta che ne cura la produzione artistica e lo porta in tour come opening act per più di 50 date in tutta Italia. Dopo la partecipazione a Sanremo giovani con "La nostra vita", l'artista è stato ospite della IX edizione di "Meraviglioso Modugno", dove viene premiato dalla Federazione Autori per l'intensità della sua scrittura. Tra il 2019 e il 2020, il cantautore apre alcune date di due grandi artisti: Simone Cristicchi e Francesco Renga.

In occasione dell'uscita del suo ultimo singolo, abbiamo fatto qualche domanda a Cordio per saperne di più sul suo percorso artistico!


Ciao Cordio, benvenuto su IndieVision! Partendo dal principio, nel 2017 hai pubblicato due cover: "La descrizione di un attimo" dei Tiromancino e "Come mi vedono gli altri" di Luigi Tenco. Cosa ti ha spinto a cantare questi due brani?

Sono due canzoni che identificano molto i miei riferimenti. Da un lato il cantautorato degli anni sessanta: Tenco, Paoli, Endrigo, romantici ma anche politici, ironici, e soprattutto grandi compositori di melodie. Dall'altro lato i cantautori degli anni novanta, romani ma non solo, che hanno provato a dare una nuova linfa al sound della canzone italiana e che in alcuni casi (come “La descrizione di un attimo”) sono riusciti a scrivere dei veri e propri evergreen.


Hai aperto i live di Ermal Meta, Simone Cristicchi e Francesco Renga. Cosa hai imparato da questi tre grandi artisti?

Cose molto diverse, di Renga per esempio non conoscevo la straordinaria abilità nel parlare, quando presenta le canzoni dice cose molto interessanti, ho provato a rubare qualcosa da lui in questo senso.

Cristicchi oggi è uno dei pochi che non mette in scena la sua autobiografia ma canta storie di altri, in questo senso mi ha indicato una strada.

Ermal è un grandissimo cantante, vederlo così tante volte dal vivo mi ha fatto comprendere quanto determinante sia conoscere la propria voce e usarne tutte le sfumature. Poi è anche la persona che mi ha scoperto, quindi a lui devo proprio tanto.


Nel 2019 hai partecipato a Sanremo giovani con il brano "La nostra vita". Cosa ricordi di quell'esperienza?

Ricordo la solitudine di certe giornate interminabili, gli impegni erano pochi eppure la casa discografica mi ha mandato lì dieci giorni prima. Ricordo anche dei momenti belli con alcuni dei partecipanti, alcune sere ci ritrovavamo a suonare e cantare insieme, era un bel modo per stemperare la tensione.


In "La nostra vita" canti "Ma ti sei mai chiesto se il mondo si accorge di te?". Ti sei mai sentito invisibile agli occhi del mondo?

Certo, credo capiti a tutti almeno una volta. A me capita spesso alle feste, e quando giro da solo per città che non conosco, ma lì è una bella sensazione.


Il singolo "Il paradiso" è un brano nato da un fatto di cronaca su un abuso di un bambino da parte di un prete. In quel periodo presentando il brano dicesti: "L'impresa eccezionale è realizzare il paradiso su questa terra". Credi che sia veramente possibile? Cosa bisognerebbe fare per far sì che accada?

Ma davvero ho detto sta cosa? Ma chi mi credevo di essere? Il papa?

A parte gli scherzi, boh, non lo so se è possibile, tantomeno cosa bisognerebbe fare, mi auguro che gli uomini prima o poi imparino a convivere più pacificamente, ma visto quello che sta succedendo non mi sento di dire che siamo sulla strada giusta, nemmeno nella piccola Europa c'è pace, basti pensare alla Polonia.


Nel 2019 è uscito il tuo primo Ep "Ritratti post diploma" e nel 2020 ha pubblicato il suo seguito "Ritratti post diploma Vol II". Perché hai deciso di creare questi due percorsi?

Potrei dirti che era tutta una cosa programmata, ma la verità è che io avevo il disco pronto e la Sony si è detta contraria all'uscita di un album, per ragioni commerciali che posso comprendere, allora ho tolto alcuni pezzi e ho pubblicato un EP, poi dopo un po’ mi hanno chiesto di farne uscire un altro - di EP - e l’ho chiamato Vol.2, perchè alla fine erano pezzi scritti nella stessa ondata di ispirazione e sempre prodotti da Ermal.


In "Ti ho tradita mille volte" canti: "Io sono forse, ma, però. Credo si, ma non lo so". Chi è Cordio e quali sono i suoi punti di forza e quali sono i suoi punti deboli?

Sono in continua trasformazione, questa indecisione di fondo però non credo cambierà mai.


In "Altro che artista" canti: "Altro che artista non sono certo Picasso e né Mozart. Ho preso solo il diploma, meglio non dirlo che è tutto un bluff". Secondo te quando una persona può autodefinirsi un artista?

Quando prima lo hanno fatto gli altri, forse. Poi uno che fa le canzoni dentro si sente artista sin da subito, però rischia di essere ridicolo definirsi artista prima di aver fatto qualcosa il cui valore è riconosciuto anche da qualcun altro.


Nel brano "Ritratti post diploma" racconti le vite di alcune persone dopo il periodo del diploma. Qual è invece il tuo ritratto post diploma?

Il mio è che ho provato a fare l'università, ma dopo un paio di esami ho lasciato perdere perchè l'unica cosa che mi interessava studiare era la musica. Mi sono trasferito da Catania a Milano, ho studiato in alcune accademie, poi è arrivato il primo contratto e ho cominciato a fare questo.


"Musica su marte" è una critica al mondo musicale attuale. Cosa bisognerebbe cambiare in questo mondo in cui il saper vendere prevale sul talento?

Non lo so, è un discorso complesso che non mi sento di ridurre a “ce la fa solo chi riesce a vendersi”, credo che oggi i numeri diano ragione a chi si esprime liberamente ( vedi Marracash ), e che anche un successo eclatante può sgonfiarsi velocemente se non supportato da solide basi. Per me la missione è durare nel tempo.


Il tuo ultimo singolo è "Mezza mela" e ascoltandolo è chiaro il distacco con ciò che hai fatto in precedenza. Perché hai scelto questo brano per dare inizio a questo nuovo percorso artistico?

Istintivamente sentivo che era la canzone giusta per introdurre il disco nuovo, per fare da ponte dalle vecchie alle nuove canzoni.


Cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo album che uscirà nel 2022?

Mi basterebbe sapere di aver fatto delle belle canzoni, mi piace pensare che sia così, ma sarete voi a dirlo.