• Andrea Gattuso

DIORAMA e la continua ricerca della sonorità perfetta: "Prima che sia Mattina" - Recensione

Ed è proprio quando pensi a un disco che non ti aspetti che questo arriva. Il nuovo progetto di Diorama (alias di Matteo Franco, cantautore 22enne di stanza a Milano da qualche anno) può essere davvero considerato come una sorpresa nell’immenso panorama discografico nazionale, sia per sonorità che per impatto che sta avendo sull’intera scena.


Complice forse la giovane età e la voglia di spaccare del giovane talento pugliese, l’album ha davvero gli ingredienti giusti per far breccia: dalla sofisticata ricerca di sonorità lontane dalle solite corde alla presenza di testi semplici ma d'impatto.


Si tratta quindi di un disco stilisticamente eterogeneo, caratterizzato da produzioni snelle e un songwriting carismatico, tutti elementi che conferiscono all’esordio discografico di Diorama una caratterizzazione tale da renderlo un progetto degno di nota sotto ogni punto di vista.

Come ha affermato lo stesso artista in una recente intervista, "Lo pseudonimo scelto rappresenta la mia velleità espressiva: scrivo e produco canzoni semplici, in modo che siano tangibili, tridimensionali, dei piccoli monumenti alle mie emozioni da condividere con gli altri. Dei piccoli diorami"


Il disco, uscito il 15 aprile per Terzo Occhio/Artist First, è accompagnato da “Souvenir”, quarto singolo estratto dall’album (comparso in due delle playlist più importanti di Spotify, New Music Friday Italia e Graffiti POP), considerato un midtempo estivo e frizzante in cui Diorama propone una performance vocale eclettica, indubbiamente di matrice hip hop, spigliata e internazionale, il tutto impreziosito dalle guest vocals di Dipdoze e Assurditè che regalano al brano un piacevole tocco soul.


"Da piccolo ero sempre un po' distratto E me ne rendo conto adesso che ormai Sono più grande e ancora più distante Ho nella testa un paio di pensieri borderline" (da "SOUVENIR")


L’album si districa poi fra trame elettroniche e synth-pop e una vena rap più inedita di cui l’artista si serve nei momenti più personali e licenziosi, spalleggiato da Light d’Orange, giovane artista della scuderia di Terzo Occhio e featuring presente per ben due volte nella tracklist.


SCRCT”, “Horror” e “Pesci dei Fondali” sono un incontro potente e ispirato tra le sezioni ritmiche dei Moderat e il panorama sonoro dei The Neighbourhood; si tratta in particolare di tracce che affrontano temi di sensualità, perdizione e autoanalisi artistica.

Giocattoli” e “Allucino”, viceversa, sono rappresentazioni vivide di un mood che trascende la forma canzone tradizionale e si concentra sulla proiezione di uno stato d’animo circoscritto e focalizzato: due brani che presentano vari elementi di ricerca e che portano l’ascoltatore ad essere sempre più colpiti dall’intero progetto del giovane cantautore, ascoltare per credere.


"Questa casa non è mia non lo sarà mai, Solo un rifugio provvisorio da tutti i miei guai Non importa quando estinguo il mutuo È piccola anche se butto giù il muro" (da "GIOCATTOLI")

Prima che sia Mattina” è un debutto che coglie la natura poliedrica dell’artista, brillando più per varietà di sound che per coesione. Seppur in un contesto di musica leggera, non manca, come è stato detto in precedenza, la sperimentazione di genere: tra rock, hip hop ed elettronica, il disco si ascolta piacevolmente e scorrevolmente.

Con un background che spazia dal britpop alla nuova psichedelia (che influenza fortemente l'artista anche sul piano estetico e visuale), il linguaggio musicale firmato Diorama è in uno stato di continua, inevitabile espansione, proprio come lo è il suo spettro emotivo e la sua palette di suoni.