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Dolce voce e melodie gentili: così Ilaria si racconta in "Sala Blu"


Venerdì 28 aprile è uscito “Sala Blu”, primo LP della cantautrice Ilaria, composto da otto tracce dal carattere leggero e sognante, perfettamente in linea con la sua morbida voce da giovane artista classe ’98. La sua carriera ha avuto inizio dopo essere arrivata in finale ad X Factor 2014, guadagnandosi poi il Disco D’Oro con il suo primo EP “My Name”. L’album è stato introdotto dai singoli usciti già nell’ultimo anno, "AMAMI", uscito a luglio 2022 e "MARE", rilasciato lo scorso 24 marzo.

Ilaria ha presentato il suo nuovo progetto discografico lo stesso giorno di uscita del disco con uno showcase all’Ostello Tasso di Firenze, accompagnando il pubblico in un piacevole viaggio grazie al sound leggero e alle melodie gentili.

"Al contrario del primo lavoro, pieno per lo più di cover, questo disco lo sento mio al 100%, ho avuto tempo, spazio, e una bellissima squadra che aveva come obiettivo non di fare la hit ma di fare un bel disco."

Ciao Ilaria, benvenuta su IndieVision! Dato che hai iniziato il tuo percorso musicale grazie a XFactor (arrivando in finale nell’edizione del 2014), direi di partire proprio da questo. Com’è stata per te l’esperienza di XF? Quanto ti senti cambiata da allora, sia in ambito personale che musicale?

È stata una bellissima esperienza, formativa. E divertente, soprattutto dal punto di vista personale e lavorativo. A livello musicale sono cresciuta perchè sono venuta a conoscenza del mondo discografico e di tutto ciò che si nasconde dietro una canzone, un album, cosa di cui a 16 anni ero totalmente ignara. E sicuramente sono cambiata e cresciuta, ma so che di quella Ilaria e del gusto di quella Ilaria ciò che è importante è rimasto.


È appena uscito il tuo nuovo lavoro in studio "Sala blu", la chiusura del cerchio dopo la pubblicazione dell’EP "My Name". Cosa ha rappresentato per te questo percorso?

Se devo essere onesta sto vivendo tutto ciò come un inizio, quindi direi che il cerchio si apre proprio adesso. Non perché rinneghi il passato ma perché adesso sono su un percorso diverso. Al contrario del primo lavoro, pieno per lo più di cover, questo disco lo sento mio al 100%, ho avuto tempo, spazio, e una bellissima squadra che aveva come obiettivo non di fare la hit ma di fare un bel disco.


"Sala blu" è caratterizzato da una vena malinconica ma con ritmi e suoni dolci e sognanti. Da dove nasce questa ricerca di equilibrio tra voce e musica? Come si articola il tuo processo di scrittura solitamente?

Oltre alla ricerca del significato per me è molto importante la ricerca sonora che viene fatta quando si crea un pezzo, dal punto di vista della produzione, al canto, al testo stesso. Vorrei la mia musica fosse come una nuvola, fluida e volubile, che sembra leggera ma nasconde tuoni e pioggia. Almeno per me non esiste un processo creativo standard che riutilizzo nelle varie composizioni o creazioni, che magari frutterebbe di più in termini di quantità, ma la musica è una cosa che come si dice banalmente vivo tutta di pancia, quindi non c’è il momento giusto nella giornata, o il giorno della settimana, o la compagnia e il sentimento perfetti per scrivere...viene.


In "Mare" canti di un amore un po' distante, di legami e di emozioni. "Vorrei dirti tutte quelle cose che ho nascosto": quanto conta per te la comunicazione in una relazione e qual è la tua personale definizione di fiducia?

La comunicazione conta in qualsiasi tipo ti rapporto, amoroso o meno. Più si è in intimità e meno deve venire la difficoltà nella condivisione, altrimenti qualcosa non va. Come è successo nel rapporto che descrivo in "MARE", dove la paura di essere incompresi o abbandonati toglie la parola. La fiducia la senti quando non senti limiti.


Sentendoti cantare non riesco a fare a meno di pensare che la tua voce sarebbe perfetta per una colonna sonora di un film di animazione, come quelli della Disney o della Pixar che sembrano solamente felici ma puntualmente trasmettono un bel messaggio che fa anche riflettere. Hai mai pensato a questo mondo musicale?

Da totale estimatrice e quasi fanatica dei cartoni animati Disney e di conseguenza delle loro meravigliose colonne sonore, è sempre stato un sogno nel cassetto poter regalare la mia voce per una canzone all’interno di un loro film. Quando scoprii che la mia ex vocal-coch Paola Folli aveva prestato la voce per la colonna sonora di Hercules ho pensato di avere un grado di separazione in meno tra me e questo piccolo sogno.


Questa è una domanda che faccio sempre agli artisti che ho il piacere di intervistare: c’è qualche aneddoto particolare che riguarda la composizione o la registrazione dell’album che ti va di condividere con noi?

La registrazione del disco è stata la parte più bella di tutto il processo...Date le poche finanze ma anche la voglia di sfruttare tutto fino al midollo, a me e al mio produttore Renato D’Amico è stato dato un bellissimo studio per registrare, ma in orario di chiusura. Quindi per tre mesi buoni abbiamo vissuto, tra giorni bellissimi e tremendi, idee lampanti e brani buttati da un giorno all’altro, dalle 20 alle 6 di mattina, impazzendo e divertendoci come non mai...lo ricorderò per sempre.


Hai presentato il tuo nuovo disco il 28 aprile all’ostello Tasso di Firenze in uno showcase dedicato. Hai altri live in programma?

Questa sera suoneremo a Genova, e poi ancora Roma, Milano…e chissà cos'altro. Voglio suonare fino a stare male. Speriamo di beccarci ad un concerto!


Chiudiamo in modo un po' nostalgico: se potessi parlarle, cosa diresti alla piccola Ilaria bambina di qualche anno fa?

È tosta, pensi di saperlo ma non lo sai, anzi non capirai mai quanto può esserlo, ma una cosa di cui sono sicura e che so già tu sai, è che ce la faremo.


Grazie mille!



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