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Recensioni Tascabili di Febbraio 2026: Mobrici, Marta del Grandi, Feava, Angelica Bove, Flavio Giurato, Matteo Salzano, Cannella e Malincuore

Febbraio arriva con quell’energia strana del mese più corto dell'anno: non è più inverno pieno, non è ancora primavera, ma qualcosa si muove. È il momento in cui i dischi iniziano a raccontare l’anno meglio dei buoni propositi, e in cui la musica sembra avere più spazio per sorprenderci. Se è partito con il vedere la luce di alcuni dischi capaci di stupire, si chiuderà con una finale di Sanremo che - inutile dirlo - farà discutere. Perché da noi il Festival è un passatempo nazionale: ci litighiamo sopra, ci scherziamo, ci distraiamo volentieri.


Il 30 gennaio scorso è uscito un disco bello bello da brividi, quello di Marta Del Grandi e la sua Dream Life che ti porta in un universo parallelo senza chiedere il permesso. Ma in questo nuovo numero di recensioni tascabili di febbraio parliamo anche di piccole chicche da scoprire come Matteo Salzano e Malincuore per poi cambiare registro e andare a trovare i Feava nella loro Convivenza disfunzionale, e magari chissà riusciremo pure a farci ricevere dal Console Generale di Flavio Giurato. Chiudiamo in bellezza con il disco di Cannella, quello di Angelica Bove che vedremo anche sul palco dell'Ariston nella sezione Giovani e il disco Supernova di Mobrici, dopo un'attesa che profuma di tempo passato bene, a far crescere barba e rime.


Ascoltali mentre leggi le nostre recensioni e facci sapere quale altro disco ti piacerebbe vedere in questa rubrica nei prossimi mesi (puoi scriverci alla mail info@indievision.it, nei dm instagram o nel nostro gruppo whatsapp, dove preferisci!)



💿1. Marta del Grandi - "Dream Life"


Etichetta: Fire Records

Durata: 10 Brani, 36 minuti

Mood: per quando hai bisogno di credere ancora nel mondo che ti circonda

Per chi ama: Any Other, Emma Nolde, Florence + The Machine

Brano chiave: Dream Life


Disincanto e meraviglia, noia e immaginazione. Sono le pietre che compongono Dream Life, nuovo gioiello di Marta Del Grandi: un disco completo, solido, che prosegue con naturalezza il percorso aperto da Selva. In Dream Life viene spalancato un mondo sospeso, un “campo dei sogni” alla Collodi dove il disincanto non spegne mai la meraviglia. Dream Life è un album che accetta l’incertezza come condizione umana e la trasforma in racconto. La voce di Marta, sempre più sicura e riconoscibile rispetto al passato, attraversa questi paesaggi con estrema grazia, capace di tenere insieme tensione e delicatezza. I brani si aprono e si richiudono come piccole stanze emotive, ognuna con un suo colore, un suo odore, un suo modo di comunicarti qualcosa. Un lavoro che non consola, ma accompagna ricercando e trovando nella complessità il suo respiro più autentico.

(Michela Ginestri)




💿2. Mobrici - "Supernova"


Etichetta: Maciste Dischi

Durata: 10 brani, 29 minuti

Mood: Malinconico ma molto movimentato

Per chi ama: Fulminacci, Oasis, Gazzelle, Calcutta, Brunori, Dimartino

Brano chiave: Interstellar (feat. Dimartino)


Se vi sentite in una crisi senza precedenti “Supernova” di Mobrici è l’album che potrebbe fare al caso vostro. Il titolo è un omaggio ai fratelli Gallagher e al brano “Champagne Supernova”, artisti che hanno dato quella spinta necessaria al cantautore nel voler far musica nuovamente. Ma allo stesso tempo questo titolo fa riferimento all’immagine potente dell’esplosione catastrofica che segna la fine del ciclo vitale di un gruppo di stelle che libera una grandissima energia. Mobrici con questo album segna un momento di rottura con il passato, e inaugura una nuova fase, più consapevole. E’ un album in cui la solitudine è la protagonista indiscussa, ma che allo stesso tempo ci fa sentire meno soli. Notti senza fine, storie che non vanno, l’ammissione di essere fragili, dubbi che non trovano risposte e molto probabilmente non le troveranno mai. Questo è “Supernova”, un disco caotico, ma autentico. Un nuovo punto di partenza che promette bene.

(Ludovica Petrilli)




💿3. Angelica Bove - "Tana"


Etichetta: Atlantic Records

Durata: 9 brani, 26 minuti

Mood: Moonlight Pop

Per chi ama: Levante, Madame, Emma Nolde

Brano chiave: In giro con la macchina


Il suo suo album d'esordio "Tana", dopo la vittoria a Sanremo Giovani 2025 lo scorso dicembre, arriva brioso come solo le opere prime sanno essere. La voce di Angelica che sale fino a strapparsi in mille pezzi, l'ironia leggera di alcuni brani e l'intimità trasognante di certi altri, fanno di questo disco un biglietto da visita accogliente e con il giusto carattere. C'è un brano in particolare che secondo me è la chiave del disco, "In giro con la macchina": non so bene spiegarlo ma quel coinvolgimento e quella vicinanza emotiva che hanno certe chiacchierate fatte alla guida stanno tutte in questo pezzo, e di riflesso sono anche l'anima che questo disco vuole stendere al sole. Ecco, questo disco sembra quella chiacchierata lì, quella liberatoria con la persona che ti capisce al volo anche dopo mesi di distanza fisica ed emotiva. Questo disco è il/la vostr* migliore amic*.

(EcceNico)




💿4. Feava - "Convivere"


Etichetta: Autoprodotto

Durata: 8 brani, 28 minuti

Mood: Neo pop, post tutto

Per chi ama: La (prima) rappresentante di Lista (però prog), Edda (nato 35 anni dopo)

Brano chiave: Morire


Alla domanda “Andiamo a Convivere?”, con la quale la giovane band romana ha lanciato sui social il proprio album di esordio, già dal primo ascolto mi è stato più che naturale rispondere in un solo modo: “Sì!”. A colpire particolarmente dell’autodefinita neopop band romana è l’agilità nell’accarezzare varie nicchie musicali, dalle atmosfere urlate al jazz, dal dreamy fino addirittura al prog (l’idea di aprire un disco del genere con un tempo dispari merita da sola un ascolto). Alle due voci, perfettamente amalgamate tra loro (la personalità della voce maschile è qualcosa di straordinario, scomodo senza alcuna remora il paragone con Edda), è bellissimo come si contrappongano questi arrangiamenti che da una band al primo lavoro non ci si aspetterebbe nemmeno per sbaglio. Complimenti!

(Marco Anghileri)




💿5. Matteo Salzano - "Rivelarsi"


Etichetta: Risorgiva Dischi

Durata: 8 brani, 29 minuti

Mood: Per chi vuole tornare ad emozionarsi ascoltando musica

Per chi ama: Alberto Bianco, Giovanni Truppi, Dente

Brano chiave: La tua compagnia


Primo album in studio per questo cantautore originario della Campania, ma cresciuto sulle rive del Po tra la nebbia e la musica. Questo lavoro è un esempio di cantautorato in bilico tra tradizione e contemporaneità, in cui le protagoniste sono le parole e le emozioni descritte dall’artista. I testi intensi, a volte sussurrati, trovano il giusto vestito grazie agli arrangiamenti ideati da Salzano, arrangiamenti delicati ma sorprendenti in cui le tastiere sono le vere e proprio protagoniste. Se ti piace il cantautorato vecchia scuola o di artisti come Alberto Bianco e Giovanni Truppi o state cercando un artista capace di rimettere le emozioni e le parole al centro della sua produzione, “Rivelarsi” potrebbe essere una vera e propria rivelazione.

(Edoardo Previti)




💿6. Flavio Giurato - "Il Console Generale"


Etichetta: Panico Dischi

Durata: 8 brani, 45 minuti

Mood: Cantautorato, dritto al cuore

Per chi ama: Claudio Lolli, Tom Waits, Vinicio Capossela

Brano chiave: Tahiti Tamurè


“Dopo le più attente considerazioni / L'inimitabile respiro degli arcieri tibetani / È quello che consiglio / Per l'accordatura di tutti gli esseri umani / In tutte le prigioni pubbliche e personali”. Queste le parole, sussurrate, con cui Flavio Giurato apre il suo nuovo lavoro “Il Console Generale”, già sufficienti ad inquadrare lo spessore dell’opera. Il 77enne romano, giunto a quello che ha definito il suo “Ultimo disco in italiano” (tifiamo tutti perché si smentisca), ci ha regalato l’ennesima manciata di tracce intense, essenziali, che puntano al cuore dell’ascoltatore. Dal viaggio nel cosmo di un bambino prima di addormentarsi al tatuaggio mai cicatrizzabile di Auschwitz Birkenau, ad una storia scritta in collaborazione con un giovane detenuto all’I.P.M. di Bari, dalle bianche scogliere di Dover, al vento del deserto. “Per registrarlo non sono serviti leggìo e carta scritta. Nessun diaframma tra il microfono e il suono. In accordo alle fasi lunari, il disco non ha subito la costrizione di alcun metronomo analogico o digitale”. Un album di cui avevamo decisamente bisogno.

(Marco Anghileri)




💿7. Malincuore - "Dimissioni"


Etichetta: Autoprodotto

Durata: 5 brani, 14 minuti

Mood: Indietronica per chi vuole ballare davanti alle sfighe della vita

Per chi ama: Cosmo, Ibisco, Whitemary

Brano chiave: Farmaci e burocrazia


Ci sono artisti che fin dai primi singoli ti fanno dire: “non vedo l’ora di ascoltare l'EP o l’album” e, per me, Malincuore è stato questo. Un artista che mi ha impressionato fin dal suo esordio con “Animali” per via del suo stile immediatamente riconoscibile, in cui l’elettronica si mescola alla perfezione con  l’immaginario indie. Questa vena indietronica, che ricorda per certi versi Cosmo, si respira fin dalla prima nota di “Dimissioni” il suo EP d'esordio. Questo lavoro è capace di emozionare, far ballare e far riflettere grazie ad un sound coinvolgente e vario. I testi personali ed intimi mostrano tutta la disillusione dei giovani verso l’Italia e il futuro ma, allo stesso tempo, celano un velo di speranza. Una speranza liberatoria come una danza e che consiste nell’intraprendere la propria strada, seguire i propri ideali, le proprie passioni per trovare la propria felicità, anche se questo vorrà dire dare le proprie “dimissioni” nei confronti di ciò che gli altri e la società si aspetta da noi.

(Edoardo Previti)




💿8. Cannella - "Ora che siamo grandi"


Etichetta: Honiro Group

Durata: 11 brani, 30 minuti

Mood: Malinconico

Per chi ama: Olly, Coez, Frah Quintale

Brano chiave: Grandi


L’arrivo dei trent’anni può essere una doccia fredda, e con il suo quarto album, “Ora che siamo grandi”, Cannella racconta quel momento sospeso della vita in cui non si è più piccoli, ma non ci si sente ancora davvero adulti. Il disco si presenta come un vero e proprio diario personale, con semplicità e sincerità, l’artista ripercorre il passaggio dai 29 ai 30 anni, tempo in cui ciò che sembrava solido inizia a vacillare. Le certezze si incrinano, l’incertezza prende il sopravvento e costringe a fare delle scelte che possono cambiare il corso della propria vita. I sogni si trasformano, la figura paterna si confronta con la malattia, e una relazione che sembrava proiettata verso il futuro finisce per sgretolarsi.“Ora che siamo grandi” è un album in cui fragilità e dubbio diventano protagonisti assoluti. Attraverso la sua esperienza personale, il cantautore riesce a raccontare anche quella di un’intera generazione che brancola nel buio. Eppure, nella delicatezza con cui queste emozioni vengono narrate, si intravede uno spiraglio di speranza, la possibilità che, nonostante tutto, qualcosa di buono possa ancora nascere.

(Ludovica Petrilli)



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