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Alla scoperta di "Passo Monteluna", l'alieno e fiabesco mondo di Clauscalmo in cui è importante cambiare rimanendo fedeli a sé stessi - Intervista

Musicista e polistrumentista molto attiva sulla scena indipendente italiana Clauscalmo, nome d'arte di Clara Romita, oltre a suonare stabilmente insieme a Vipera e Montag, dal 2022 ha deciso di intraprendere una carriera come solista. Dopo aver pubblicato l'Ep d'esordio "Record", 2022, Clauscalmo ha avuto l'opportunità di calcare diversi palchi importanti, come quelli del Mi Ami Festival e dell'Arti Vive, e di essere la protagonista di una residenza artistica, organizzata da Futura Dischi, presso l'atelier di Casa degli Artisti, Milano, culminata in un concerto di improvvisazione disponibile su Bandcamp.


Lo scorso 19 aprile è uscito "Passo Monteluna", il primo album in studio di Clauscalmo per La Tempesta Dischi. In questo lavoro, registrato quasi tutto in presa diretta e con l'aiuto di Niccolò Cruciani dei C+C=Maxigross, tramite un sound retro-folk, con incursioni psichedeliche, jazz, bossa-nova ed elettroniche, Clauscalmo riesce a trasportare, immediatamente e con leggerezza, l'ascoltatore nel suo mondo alieno, fiabesco ed intimo, e a farci riflettere su ciò che siamo, ciò che vorremmo essere e su quanto sia difficile cambiare senza tradire sé stessi. In occasione di questa pubblicazione, noi di IndieVision, abbiamo avuto il piacere di fare quattro chiacchiere con Clara e di parlare con lei delle influenze, musicali e non solo, che hanno portato alla realizzazione di "Passo Monteluna", del concept del disco e di alcune curiosità legate alla realizzazione della tracce di questo suo primo album in studio.



Ciao Clara, benvenuta su IndieVision! Come stai?

Sto abbastanza bene, è un periodo un po' pieno, ma lo è anche di cose molto belle!


Il 19 aprile uscirà per La Tempesta Dischi "Passo Monteluna", il tuo primo album in studio. Per il nome hai preso spunto da una ambientazione di "Star Fox", uno dei tuoi videogiochi preferiti. Questa è un'immagine che ti è venuta in soccorso visto che "spesso ti senti aliena nel mondo malconcio che abiti". Qual è il lato positivo di sentirsi alieni nel mondo che si abita?

Si può agire più liberamente, prendendosi tutti i rischi che comporta. Assumersi le proprie scelte vuol dire giocare davvero.


Volevo chiederti, oltre a Star Fox, quali altri videogiochi hanno ispirato la tua visione artistica?

"The Legendo of Zelda - The Wind Waker" e "Super Mario 64" su tutti. Sono una grande fan dei GDA e anche dentro le canzoni cerco "paesaggistica" - passami il termine: voglio immergermi in uno scenario. Kōji Kondō è stato seminale per me nello sviluppo di un gusto nella composizione.

 

"Volta d'isole nuove Scegli l'onda che muove Volta d'isole nuove Scegli di essere altrove" (da "Il nome del capitano")

 

Insieme a te, a questo tuo primo disco, ha lavorato Niccolò Cruciani dei C+C=Maxigross. Com'è nata questa collaborazione? Com'è stato collaborare con "CRU"?

Ci siamo conosciuti tramite Vipera, una ragazza con cui suono, e ci siamo subito piaciutx e capitx. È stato bello, breve e concentrato.


Il concept di "Passo Monteluna" è una tua riflessione intima sul cambiamento, momento in cui bisogna cercare di "restare aderenti a sé stessi, ma definendosi e lasciandosi definire". Come si fa a rimanere sé stessi davanti ai cambiamenti in una società che sempre di più tende all'omologazione? Nel mondo della musica, secondo te, quant'è importante per un artista avere la forza di seguire la propria strada e le proprie idee, musicali e non?

In realtà non "aderenti" a sé, ma "presenti" a sé, che per me sono due cose molto diverse. "Partecipare" alle cose, mentre le cose si fanno. Il punto di questo disco era legittimarmi nel sentire ciò che cambia e avvicinarmi intimamente alla mia natura, a come sento. È un approccio più che un’idea, una pratica da allenare più che un discorso empirico sui massimi sistemi. Volevo vedere che succede a lasciarsi spazio davvero.

 

"E sogno fitto e in grande quantità È mio diritto e in quanto facoltà" (da "Niente da fare")

Musicalmente parlando il disco, registrato quasi tutto in presa diretta, presenta un sound che rapisce l'ascoltatore trasportandolo in una dimensione sognante e leggera e che amplia ancor di più il senso di autenticità trasmesso dai testi. Quali ascolti hanno influenzato la realizzazione di "Passo Monteluna"? Quali sono le canzoni, tue o di altri artisti, che ogni volta che ascolti riescono a trasportarti in un'altra dimensione?

Importantissimi per me e per la scrittura di quest’album in particolare: il self-titled del 1969 di Caetano Veloso, Folksongs and Instrumentals with Guitar di Elizabeth Cotten, Angels and Demons at Play di Sun Ra, Crab Day di Cate Le Bon.

  

Fin dal prima ascolto "Casca la terra", la traccia d'apertura del disco, mi ha fatto sentire, grazie alla sua melodia cullante, in un immaginario fiabesco. Com'è nato questo brano?

Come tutti i brani, nella mia cantina e dalla chitarra acustica. Ha avuto diverse forme prima di raggiungere quella finale.


"A ben vedere ogni cosa cambia E tu potrai passare" (da "Casca la terra")

La seconda e la terza canzone, "Il nome del capitano" e "A metà", sono i due brani che hanno anticipato questo tuo primo lavoro. Perché hai scelto proprio loro come singoli?

Perché sono due angolazioni da cui il disco si può guardare discretamente bene.


Una delle cose che mi hanno fatto innamorare di questo album sono le atmosfere diverse che ogni brano riesce ad evocare nella mente dell'ascoltatore. Ad esempio "Se lui non viene", "Un brutto sogno che si ripete spesso" e "Patti chiari", sono tre pezzi, musicalmente diversi tra loro ma che, all'interno del disco, riescono a convivere alla perfezione e a trasmettere, ognuno a modo suo, il concept della riflessione. Se dovessi utilizzare tre aggettivi per descrivere questi tre brani, quali sarebbero?

Boh, in ordine direi rituale, psichedelico, simmetrico.

Di questi tre brani, qual è stato il pezzo più facile da scrivere e quello più difficile?

Piuttosto te li metto in ordine da quello che ha richiesto più tempo in giù.

"Patti chiari" ne ha richiesto di più, poi c’è "Un brutto sogno si ripete spesso" e, per ultimo, "Se lui non viene".


Il pezzo che più mi ha sorpreso dell’intero disco è "Niente da fare", una vera e propria gemma che mi ha colpito nel profondo con la sua immediatezza testuale e musicale. Com'è nata questa canzone?

Come sopra: in cantina suonando la chitarra mentre studiavo delle parti o provavo per dei concerti.


In sintesi, "Passo Monteluna" riesce, immediatamente e con leggerezza, a trasportare l'ascoltatore nel mondo di Clauscalmo, un mondo alieno, fiabesco, ma allo stesso tempo intimo e che ci invita a riflettere su ciò che siamo, ciò che vorremmo essere e su quanto sia difficile cambiare senza tradire sé stessi. Per concludere, ti volevo chiedere, avremo l’occasione, dopo la pubblicazione del disco, di poter sentire dal vivo queste tue splendide canzoni? Quant'è importante, per te e per la tua musica, la dimensione live?

Ci sono alcune date da confermare, spero di annunciarle presto. La dimensione dal vivo è importantissima per questo progetto e per il mio modo di intendere la musica. Il live in trio (come quello in solo) ha richiesto tantissimo lavoro, ho cercato di creare un’esperienza a sé stante, preservando lo spirito del disco per intero. Mi sento soddisfatta. Non vedo l’ora di portarlo in giro.




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