• Martina Strada

È stata dura ma ce l'hanno fatta: esce "Wither" degli Aurevoir Sofia

È il 25 settembre e questo significa che finalmente "Wither" degli Aurevoir Sofia viene pubblicato. Era pronto a febbraio ma causa Covid ne è stata rimandata l'uscita. Come si dice in certi casi, è stata dura ma ce l'hanno fatta.


"Wither” degli Aurevoir Sofia è alla stregua del vaso dell’Amaro Montenegro che andava portato in salvo. C’è voluta la stessa pazienza e dedizione perchè questo album vedesse la luce e - come il Monte - ha proprio un sapore vero.


Per chi si collega ora su questi schermi gli Aurevoir Sofia sono cinque ragazzi di Cinisello Balsamo (MI) che vanno per i trenta ma fanno musica come se avessero quindici anni e niente da perdere. Di loro avevamo già parlato in quarantena quando avevano fatto uscire la versione acustica di “Secrets” (per chi se la fosse persa la trovate qui) e attendevamo con ansia questo album che a febbraio era già pronto ma, evidentemente, il mondo non era pronto per lui. Ora “Wither”, il loro primo album in assoluto co-prodotto con Professional Punkers, è pronto per essere ascoltato e l’attesa è assolutamente valsa la pena perchè è uno di quegli album da comfort zone in cui, tra le chitarre e la batteria che picchiano forte, si può trovare la forza per reagire o anche solo per fare un bell’headbanging per sfogare fuori tutto.



Cadillac” è il primo brano e dà il ritmo all’intero album. Racconta -come hanno detto gli stessi Aurevoir Sofia- il momento in cui ci si rende conto che si ha qualcosa da dire, quell’attimo in cui ci si accorhe che chi ci circonda è tutto ego e poca sostanza. È in featuring con Carlame, cantante dei DiscoMostro ed ex batterista Skruigners.

Niente da aggiungere se non un grande applauso a tutti.


Di “Secrets” non c’è molto da dire se non che è bella in ogni versione possibile compresa quella ruttata, se esistesse. È stata la prima canzone scritta gli Aurevoir Sofia prima che fossero gli Aurevoir Sofia ma non per questo il testo è meno importante o ha un ritmo meno trascinante e coinvolgente perche parla del sentirsi inermi davanti al dolore e alle difficoltà di chi si ama. Mica c*zzi insomma.


Il terzo pezzo è quello con il testo più emo di tutti: “Promise” parla delle promesse e dei piani che si vorrebbero fare con qualcuno ma l’insicurezza è dietro l’angolo e quindi anche la paura di non poter tenere fede alla parola data. È la versione punk rock del carpe diem latino per cui “dance for me / I’ll play the song / but don’t ask me about tomorrow”. La batteria iniziale e la voce di Luca ricordano vagamente i primi Bring Me The Horizon ma solo per un attimo. Dopo “Animal”, sicuramente il pezzo più parac*lo.


Idol” e “Strangers” sono simili per tematiche perchè in entrambi i casi parlano di relazioni finite ma in modo diverso. La prima parla di una relazione tossica che ti sta mangiando dentro e trascinando verso un abisso, la seconda di un’amicizia finita (tema già a cuore alla band quando ancora erano i Moving To Eliot), quel tipo di amicizia che sembrava essere indistruttibile e invece è finita a pezzi. Musicalmente “Idol” mi ha dato l’idea della spirale che si innesca in questo tipo di relazione e i momenti di silenzio sembrano i momenti di lucidità che si hanno e che poi portano alla chiusura definitiva. “Strangers” al contrario non dà il tempo di respirare non solo alla band ma anche all’ascoltatore che si sente subito coinvolto in un reef di chitarra pazzesco. (Nota dell’autrice: questo pezzo ha la mia frase preferita dell’intero album ed è “And as you leave, a piece of me does leave with you / All that remains are old songs / I’ve heard you sing em”)


Segue poi “Newcomer”, primo singolo della band quando più o meno in questo periodo l'anno scorso avevano solo tre canzoni -e non per modo di dire. Per quanto bella sia, in cuffia perde tantissimo: in live è trascinante e pazzesca venti volte di più che solo sentita. Questa è la canzone che fa degli Aurevoir Sofia la prova che sono animali da palcoscenico e da pubblico. Pensate solo al bridge che parte piano e che sentito in cuffia vi fa venire voglia di partire a pogare in metropolitana o con la vecchietta al supermercato...pensate in un locale che bombetta pazzesca viene fuori.



Animal”, citando qualcuno, è il brano più parac*lo dell'intero album e non mi sento assolutamente di dargli torto. Un ritmo che è impossibile non tenere anche mentre si è sovrappensiero, che vi entra in testa in 0.2 e di cui non liberate più per almeno una settimana (tratto da una storia vera, ndr). Anche questa, come “Newcomer”, deve essere una vera bombetta da pogo in concerto perchè il ritmo invita a saltare e a sgolarsi per cantarla forte fortissimo, anche durante le strofe che paiono più tranquille del ritornello.Inoltre ora sogno questa traccia come singolo e come video loro che suonano con intorno fiamme e ballerine scociate in tacchi alti, perchè se si vuole vincere facile lo si fa bene, no?


Se avete un'amica con benefici potete dedicarle “Lipstick”. La penultima canzone dell'album parla di una storia senza futuro dove c'è il tacito accordo da entrambe le parti che questa relazione non andrà da nessuna parte. Prendete un bel respiro e godetevi 2:02 minuti della “shortest love story ever”, sentitevi in diritto di imparare il testo e poi urlarlo a qualcuno quando ne sentite il bisogno.


Curtains” è come il finale di “Fight Club”: non capite più niente, non sapete più cosa è reale e cosa no ma chiude il tutto così bene da farvi venire voglia di ricominciare da capo. “Curtains” un brano da chiusura di concerto e lo sentite voi fisicamente dopo nove brani da montagne russe, ma ve lo fa sentire anche Luca col suo fiatone dal minuto 2:28 al 2:37. Finito l'ascolto di questo brano bevete un goccio d'acqua sedetevi e riascoltatelo, ve lo godrete di più.


L'opera potete trovarla su tutte le piattaforme di streaming musicali che vi vengono in mente e se volete supportare questi baldi giovani potete comprare la copia fisica a questo link (https://aurevoirsofia.space/), seguirli sui loro social, andare ai loro concerti quando torneranno a suonare, scrivergli che sono bravi ma non leakare le loro canzoni come ha fatto qualche simpaticone poche settimane fa. Ciao Furio.



Wither” è un album ottimo che ne ha passate tante prima di arrivare a voi. Pensatelo come quando al ristorante ordinate da mangiare e dopo aver visto il cameriere servire tutta la vostra tavolata di amici voi siete gli ultimi a cui arriva il piatto e nonostante siate irritati iniziate a mangiare per poi scoprire che è la cosa più buona che avete assaggiato negli ultimi anni. Quel piatto è “Wither” degli Aurevoir Sofia.

Voto diesci.

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